Conferenza Stampa: Non Solo #FertilityDay. Nasce la Campagna Guardiane della Terra

CONFERENZA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 SETTEMBRE ORE 11.00
Piazza dei Condottieri n.34 (di fronte al Consultorio familiare), Roma

È l’intero Manifesto per la Salute della Donna, lanciato dalla Ministra della Salute Lorenzin la primavera scorsa, ad essere una ben confezionata scatola vuota e a tralasciare colpevolmente ambiti di analisi e di intervento di vitale importanza, se l’obiettivo reale è quello di tutelare la salute delle donne.

La 1° Giornata Nazionale della Salute della Donna, celebrata dal governo il 22 aprile 2015, ha infatti individuato 10 aree tematiche considerate prioritarie per garantire la piena tutela della salute femminile. Tra le questioni più urgenti da affrontare non ci sono però le condizioni ambientali, nonostante l’emergenza contaminazione sia diffusa da nord a sud del paese e le conseguenze in termini sanitari siano comprovate da numerosi studi.

L’esposizione a contaminanti ambientali è tra i fattori che più negativamente incidono sulla salute riproduttiva oltre che sulla salute neonatale e infantile.

QUALCHE DATO

In Italia l’infertilità colpisce il 15% delle coppie.

A Taranto, tra le città più inquinate d’Europa, l’incidenza di tumori al collo dell’utero è del 80% superiore rispetto alla media di riferimento, mentre l’incidenza del tumore alla mammella è superiore del 24%.

Uno studio pubblicato nel 2015 dall’International Journal of Environmental Health Research ha calcolato che nelle regioni del Sud Italia l’abortività spontanea correlata all’inquinamento atmosferico aumenta del 19,7% per ogni 10 µg al m3 di PM10 e del 33,6% per la stessa quantità di ozono.

A livello europeo si registrano annualmente 59.300 casi di ritardo mentale causati dall’esposizione del feto a pesticidi durante la gravidanza e si calcola una perdita annua di ben 13 milioni di punti di quoziente intellettivo.

Più in generale, tra il 2004 e il 2013, secondo l’Eurostat, la speranza di vita in salute in Italia è diminuita di 7 anni per gli uomini e 10 anni per le donne.

Secondo l’AEA – Agenzia Europea per l’Ambiente, in Italia si registrano ogni anno 84.400 decessi prematuri legati all’inquinamento atmosferico.

I costi economici per i danni alla salute femminile causati dall’esposizione a interferenti endocrini come ftalati, parabeni, diossine, pcb etc. ammontano ogni anno a 1,5 miliardi di euro.

D.i.Re PARTECIPA ALLA CAMPAGNA “GUARDIANE DELLA TERRA”

Per porre l’attenzione su questa drammatica realtà e chiedere che la salubrità ambientale – che significa anzitutto chiusura delle fonti contaminanti e bonifiche – e che la previsione di spazi di partecipazione e controllo sociale delle politiche in campo ambientale e sanitario siano precondizioni per garantire piena tutela della salute, nasce il Coordinamento Donne Salute Ambiente, una rete che riunisce oltre 50 organizzazioni tra associazioni, comitati territoriali, istituti di ricerca, società scientifiche e realtà sociali attive nella difesa dell’ambiente e della salute, con particolare riferimento alla dimensione di genere.

Durante la conferenza stampa sarà presentata la campagna di informazione, denuncia, mobilitazione e pressione istituzionale “Guardiane della terra – La salute delle donne è il futuro del pianeta”.

Obiettivo della campagna è chiedere che la prevenzione primaria, la tutela del territorio e il coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni riguardanti politiche impattanti dal punto di vista ambientale siano gli assi portanti delle politiche pubbliche in materia ambientale e sanitaria.

Allarmate per la situazione di grave contaminazione diffusa in tutto il paese e per le conseguenze sanitarie pagate in primo luogo da donne e minori siamo convinte che il ruolo della cittadinanza possa e debba essere dirimente nell’orientare le politiche pubbliche e nell’incalzare stampa e istituzioni ad un deciso cambio di passo nelle politiche a tutela della salute femminile, riproduttiva, neonatale e infantile.

Più informazioni: guardianedellaterra.jimdo.com

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