Intesa Stato Regioni: D.i.Re chiede la sospensione dell’approvazione al Dipartimento Pari Opportunità
La Rete nazionale antiviolenza esprime preoccupazione per l’approvazione di un testo che – presentato in forma non emendabile – non considera le necessarie osservazioni di chi da oltre 30 anni lavora al fianco delle donne per contrastare la violenza maschile. Per questo, nella giornata di ieri è stata inviata una comunicazione alle responsabili del Dipartimento Pari Opportunità, auspicando che le pericolose criticità segnalate venissero ascoltate.
Ennesimo femminicidio: istituzioni inadeguate.
Dichiarazione di Antonella Veltri, Presidente D.i.Re - Donne in [...]
Elezioni politiche: la violenza alle donne senza risposte
125 femminicidi. 125 donne morte ammazzate per mano maschile in un anno: 17 in più rispetto all’anno precedente. A che punto dell’agenda di governo dei vari schieramenti politici si trovano la salvaguardia dei diritti delle donne, la loro libertà di vivere autodeterminandosi? Quale l’impegno a dare priorità alla libertà femminile anche attraverso il contrasto alla violenza maschile?
Violenza maschile alle donne: a che punto siamo?
13 luglio 2022. L’Associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha pubblicato il nuovo report sui dati riferiti al 2021. Da 15 anni, D.i.Re realizza la raccolta dati sulle attività delle organizzazioni socie, che consente di raggiungere tre obiettivi: illustrare le caratteristiche delle organizzazioni che ne fanno parte, dei servizi e delle risorse che offrono, raccogliere dati sulle donne accolte e sulle violenze subite, raccogliere informazioni sull’autore della violenza.
Processo Genovese: D.i.Re revoca la costituzione di parte civile nei confronti dell’ex compagna e coimputata
7 luglio 2022. L’Associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha deciso di revocare la costituzione di parte civile nei confronti di S.B, all’epoca dei fatti fidanzata dell’imputato, coimputata nel processo ad Alberto Genovese, l’ex imprenditore del web, accusato di violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze stupefacenti, lesioni e cessione di droga.
Lo Stato italiano accumula condanne, le donne sono lasciate sole.
Ancora una sentenza della Corte Edu che condanna l’Italia per il “trattamento inumano e degradante” di una donna: le autorità non hanno agito per proteggerla dall’ex marito violento. Ancora una volta, i magistrati si dimostrano inadeguati nell’affrontare le situazioni di violenza domestica.